Il Suono Primordiale del Gong


Sento l'impatto delle vibrazioni. Sulla pelle del viso, nel petto, sulle dita e nei polsi, su tutto il mio corpo. Crescendo e crescendo, il suono si riflette su di me come una brezza dalla temperatura neutra, mi investe come una pioggia fitta e leggera. Mi trasporta in uno stato di relazione sottile. Sento che mi scava e mi svuota ...  regale, autorevole e forte.

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Lo strato di duro metallo dalle mille curvature è diventato di colpo morbido e flessuoso; il suono del Gong si irradia in tutta la sua bellezza e, come un pavone in amore, ha aperto la sua ruota. Tra il mantra che ripeto ed il dispiegarsi delle Sue ali sonore si accende una relazione intensa, che genera un passaggio nuovo: vedo le resistenze, come dighe naturali sotto la spinta del fiume, cedere ed aprire la via ad un flusso per tanto tempo intrappolato. Vedo arrivare ciò che non conosco, mentre vedo andar via ciò che credevo di sapere. Posso solo toccarti attraverso uno strumento, ma Tu puoi trapassarmi in ogni mia parte. Soltanto l'Atma intoccabile rimane impassibile, ma Tu lo sai bene: l’Anima e il Tuo Silenzio sono fatti della stessa natura.

Mi mostri solo il Tuo volto visibile e mi trascini nella ricerca impossibile del Tuo volto invisibile. Come potrei cantare la Sangat dei Tuoi suoni ? Come potrei descrivere la Tua melodia ? Come si rinnova tutto ciò !? La tua Parola è irripetibile.

Come un saltimbanco, che si getta attraverso un cerchio di fuoco, così gli insegnamenti scorrono verso di me, attraversando la Tua forma universale. Ogni pensiero logico diventa una follia, mentre ogni sogno una semplice realtà. Trasformi ogni equilibrio, spazzi via inutili brandelli di certezza e passi la mano a cancellare un disegno di sabbia che ha oramai mostrato la sua bellezza. Mi lascio cullare dalle Tue correnti come sdraiato sulla riva del mare, il blu del cielo mi ha messo una mano sul petto e può sentire gli intervalli di silenzio che, scivolando via, hai lasciato dietro di Te. Mentre lo strascico dell'ultimo eco del tuo vestito, come una bassa marea, elegante svanisce, una mano leggera mi guida il respiro. Una nuova barca mi hai lasciato vicino, per andare ancora per mare, per portarmi ancora da Te.

L'origine
Meditare sul Gong è meditare sull' origine del Cosmo. Lasciando scivolare ogni pensiero, ti mostra pian piano, al di sotto del velo del suono, il Suo volto radiante. Mistero del Suono primordiale. Dall'Adi Naad l'Universo scaturisce ed il suo espandersi è la totalità di tutti i riflessi d'energia. Il Gong è l'occhio attraverso il quale Dio vede la manifestazione della Sua creatività. Il Gong è il portale di Dio sotto forma di soglia sonora. La sua durezza è solo apparente, in realtà è solo una membrana: al di là di questa c'è la trascendenza colta dall'intuizione, nel suo corpo soggiace la potenza creativa e al di qua c'è diffuso il riflesso dell'idea stessa che incarna.

Il Gong è respiro. È preghiera.
È vivo, fluido, interagisce.
Esso è la Tua Prima Voce.

La forma stessa di questo strumento mistico è la medesima che l’umanità associa con l'Infinito. Esso è territorio indefinito e, allo stesso tempo, ventre materno contiene. È pertanto uno strumento che ha in sé la traccia originale della polarità, che è, a sua volta, espressione energetica dell' esistenza. Il Gong racchiude nel suo silenzio, nell'apparente immobilità, la potenzialità del Pran, l'unità energetica. È quindi con profonda attenzione che ci avviciniamo al Gong e lo invitiamo a farci sentire la sua Voce. Nel suo silenzio è "Ik", l'Uno o l'Attimo. Il suo respiro è "Ong", ciò che apre lo Spazio. "Kar" è l'effetto dell'impatto, la nuova dimensione. Se suonato con consapevolezza, il Gong produce una sintesi, che è completezza nell'essenza: "Sat Nam". "Siri" è ciò che va al di là della vibrazione e della sua ondulazione. "Wahe Guru" è l'estasi concessa, quell' evento indefinibile che risulta da un incontro: da una parte, la pulizia di una mente rinnovata nel processo meditativo, attraverso il quale il meditante riscopre il giusto rapporto tra Vuoto e Pieno, tra ritmo e pausa; e dall'altra, un intervento rinnovante di totale rinascita.

Il Cerchio
Mandala, Chakra e Gong sono assimilabili sotto la stessa simbologia: il cerchio, simbolo del ciclo dell' esistenza, gioco dei Tattwa (gli ultimi dei trentuno elementi costitutivi della realtà), ombelico del mondo, giardino dell'Eden ed Akal Takhat: il trono dell’mmortale. Nella nostra psiche tutti i cicli della vita sono presenti. Le tracce essenziali della storia evolutiva dell'Umanità sono rappresentate dalle forme ermetiche degli Archetipi. Da questi si irradiano innumerevoli varianti come gli innumerevoli suoni del Gong. Quando il corpo del Gong viene colpito, Esso emana vibrazioni che si colorano a seconda dell' area che viene colpita, del modo in cui si colpisce, degli intervalli tra i colpi e della consapevolezza di chi ha invocato quella Voce. Le qualità sottili di queste vibrazioni agiscono sul piano dei cinque elementi costitutivi della creazione. La relazione ed il rapporto tra i Guna sono già manifesti in modo chiaro nella Sua struttura fisica, così come nella Sua funzione.

Il Gong è un trono su cui risiede la Parola e con le sue quattro porte arriva ai quattro Chakra (angoli) del Cosmo: In Te c'è l'abbraccio che dissolve le pene, la paura ed il senso di sconfitta. In Te ci sono quel momento perduto e quel Nome che voglio ricordare. In Te c'è il burro per le mie labbra screpolate e per accendere la lampada che dimora nel cuore.

Per servirTi, Hari Simran Singh Khalsa
(Articolo della rivista NAD – Approfondimenti – Il suono primordiale del Gong di Hari Simran S.K.)

ascolta il Gong dal video:


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