Mangiare secondo natura


Secondo la tradizione Vedica tutti gli esseri vegetali ed animali sono costituiti della stessa essenza. Ciascuno però in forme e misura diverse; ragion per cui nessuno di questi esseri può essere considerato inferiore all'uomo, ma solo diverso. (Per un'ampia offerta di alimenti naturali acquistabili online clicca qui)

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In base a questo principio, vale il concetto di fratellanza tra tutti gli esseri e non è accettabile lo schema della "catena alimentare" secondo cui ogni essere si deve sacrificare per alimentare un essere “superiore”. Se così fosse, l’uomo dovrebbe nutrirsi e nutrire con sè stesso altri esseri.

L’uomo invece, deve essere nutrimento per le “sfere sottili”; intese come amore, compassione, benevolenza, pensieri positivi. La differenza sta nel grado di coscienza. L’uomo ne possiede il cento per cento, l’animale invece in misura inferiore.

L’uomo non deve usare il proprio intelletto superiore per nuocere ad altri esseri, bensì per aiutarli e sostenerli nella loro esistenza. Anche le piante hanno un loro “sentire”, per cui strappare una pianta con le radici può infliggerle sofferenza. Altro è invece raccogliere parte della pianta che è giunta a maturazione e che si stacca da sè, come i frutti oleosi e succosi.

Questi concetti sono stati elaborati in base alla capacità di visione spirituale dei Rishi, i quali essendo in possesso di tale dono, entrarono in contatto con le varie forme della, natura cogliendone l’essenza.

In India è diffuso un sentimento di grande amore per gli animali, che sono tutti simboleggiati dalla mucca, ritenuta sacra. Essa rappresenta tutti gli esseri inermi, muti, deboli di cui l’uomo non dev'essere il padrone che ne dispone a suo piacimento, ma colui che li protegge nella loro evoluzione e sviluppo. E' così che si delinea e si realizza il concetto di Ahimsa (non violenza). Ahimsa e’ piu’ potente della piu’ potente arma che l’ingegno dell’uomo abbia mai escogitato.  La non violenza e’ il cibo dell’anima; cibo spirituale che dobbiamo assumere continuamente.

A questo proposito, l’alimentazione umana dev'essere concepita in modo tale da non inquinare l’ambiente, non uccidere gli esseri viventi e non inquinare quindi nemmeno i pensieri. I cibi in India sono classificati secondo le loro qualità (gunas) che sono: cibo tamasico (carne e cibi conservati e freddi, pesce) che dà torpore e ignoranza; cibo rajasico (piccante, eccitante, molto caldo) che stimola l'energia e l'aggressività; cibo satvico (frutta, yogurt) che è un cibo equilibrato atto a promuovere lo sviluppo armonioso della persona.

Vi è uno stretto rapporto tra mente e cibo. Un aneddoto racconta di un maestro indiano che faceva preparare i cibi ad un cuoco, al quale aveva raccomandato di recitare un mantra durante la loro preparazione. Ciò per renderli puri e non contaminati da pensieri cattivi. Un giorno mangiando una pietanza si accorse che in essa erano penetrati dei discorsi mondani e il cuoco ammise che c'era stata una conversazione su temi mondani in cucina durante la preparazione di quel piatto.

Affinchè il nostro organismo acquisisca tutto ciò di cui ha bisogno, è necessario nutrirsi con cereali e leguminose che forniscono il fabbisogno proteico e glucidico necessario al nostro benessere. I vegetali forniscono prevalentemente sali minerali, vitamine, fibre e in misura minore anche proteine.

Gabriella
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